La Cadena SER ripropone "Cappuccetto Rosso a Manhattan" come una grande storia di Natale e lo trasforma in un narrativa audio di lungo formato che sarà ascoltato in tutta la Spagna in questo periodo di feste. Il romanzo di Carmen Martin Gaite, ormai un classico contemporaneo, serve come base per il tradizionale Canto di Natale SER, uno spazio che da anni coniuga letteratura, performance e sound design.
Questa volta la stazione punta su un adattamento radiofonico della scrittrice Esther García Llovet, che trasferisce l'universo del libro in un sequenza sonora Pensato per essere ascoltato tutto d'un fiato, preferibilmente con le cuffie e senza interruzioni. La première è prevista per... 25 dicembre alle 12:00 in onda, con una replica speciale su 6 gennaio alle 18:00 e successiva disponibilità in Podcast SER e su tutte le principali piattaforme audio.
Il Canto di Natale della SER: tradizione radiofonica e omaggio a Martín Gaite
Dal 2013, A Christmas Carol si è affermato come uno degli appuntamenti regolari dalla programmazione natalizia di Cadena SER in Spagna. Ogni anno viene scelto un testo letterario di riferimento per trasformarlo in una finzione sonora che propone grandi storie alle nuove generazioni di ascoltatori, mescolando voci riconosciute, sceneggiatura originale e un lavoro tecnico molto accurato.
In questa edizione la rete sfrutta la centenario della nascita di Carmen Martín Gaite per rendere omaggio con una storia che continua a risuonare con il presente. "Cappuccetto Rosso a Manhattan", pubblicato negli anni '80, è rimasto attuale per la sua freschezza e per il modo in cui reinterpreta la fiaba tradizionale attraverso la figura di Sara Allen, una ragazza curiosa e coraggiosa che esplora New York City.
Sira Fernández, direttrice dei programmi della SERSottolinea che A Christmas Carol è uno dei progetti in cui l'emittente investe di più, sia in termini di tempo di preparazione che di coinvolgimento dei team creativi. Spiega che la scelta di quest'opera nasce dalla volontà di per riaffermare l'attualità di Martín Gaite e per salvare un testo che, nonostante il tempo trascorso, rimane ricco di sfumature su come si costruiscono la libertà e l'identità in un mondo complesso.
La stessa Fernández sottolinea che questa proposta radiofonica cerca per mostrare il potenziale della narrativa audio come ponte tra le generazioniCombinando un classico della letteratura con risorse narrative attuali e una produzione pensata per rendere l'esperienza di ascolto immersiva sia per un pubblico giovane sia per chi ha già familiarità con il romanzo originale.
Un adattamento di Esther García Llovet: un viaggio in tempo reale attraverso Manhattan
La sceneggiatrice è Esther García Llovet, che ha affrontato il materiale originale con rispetto, ma anche con il desiderio di portare la storia nel presenteLa loro idea centrale è stata quella di costruire un una storia che accade praticamente in tempo realein modo che la narrazione accompagni l'ascoltatore come se camminasse accanto al protagonista per le strade di Manhattan.
Nelle sue stesse parole, García Llovet stava cercando un viaggio continuo, senza brusche fermate, in cui i personaggi si incrocerebbero naturalmente all'interno della stessa trama. Questa decisione la porta a concentrarsi ancora di più su Cappuccetto Rosso/Sara, che diventa il fulcro quasi assoluto dell'azione, rafforzando la sensazione che sia lei a osservare, interpretare e mettere in discussione ciò che accade intorno a lei.
L'adattamento pone l'accento su un Cappuccetto Rosso è impertinente, intelligente e molto sveglia.più vicino a come molte ragazze parlano e pensano oggi che all'immagine dell'infanzia negli anni Ottanta. L'autore sfrutta la famosa L'oralità di Martín Gaite —quel modo di catturare le conversazioni dalla strada, dai bar, dai caffè— per aggiornarle e dare loro un aspetto più autentico, quasi come se una parte di Vigo, Madrid o Algeciras si fosse trasferita a Manhattan.
Questa miscela di Paesaggio di New York e voci con accenti riconoscibili Conferisce alla narrativa una consistenza particolare, quasi un trapianto culturale: personaggi che suonano familiari, ma che si muovono tra grattacieli, taxi gialli e il trambusto della città. García Llovet riconosce che il progetto ha suscitato rispetto, perché l'opera e il suo autore sono ampiamente citati, e affronta il suo lavoro come un adattamento. “umile e divertente” che cerca di non perdere l'essenza dell'originale.
Un altro tratto distintivo di questa versione è l'abbandono deliberato della formula classica di "C'era una volta"La narrazione è costantemente ambientata nel presente, in modo che ciò che accade a Sara accada "proprio ora", rafforzando così il senso di accompagnamento e vicinanza con il pubblico, cosa particolarmente efficace nel format radiofonico.
Libertà, schermi e migrazioni: temi che guardano al presente
Oltre alla trama, SER e García Llovet pongono al centro della storia un'idea che attraversa sia il romanzo originale sia questo adattamento: La LibertadLa finzione nasce da una domanda che ha acquisito importanza negli ultimi anni: Cosa significa veramente essere liberi in un mondo saturo di stimoli, dispositivi e bisogni urgenti?
Il viaggio di Sara attraverso Manhattan incrocia luci, rumori, schermi e opzioni apparentemente infiniteLa ragazza cerca di capire quali decisioni prende di sua iniziativa e quali sono dettate da un sistema che la spinge a consumare, muoversi e reagire costantemente. Questa vertigine si manifesta anche nella figura del padre, che si perde in un collezione infinita di torte che ne assaggia uno dopo l'altro senza assaporarli veramente, metafora della necessità di avere tutto a portata di mano senza fermarsi a goderselo.
In questa reinterpretazione la tecnologia assume un'importanza significativa. telefono cellulare, sempre acceso e in tascaFunziona come simbolo di quella connessione costante che può essere facilmente scambiata per un senso di autonomia. Tuttavia, la storia si interroga su quanto essere localizzati, monitorati e stimolati ogni minuto equivalga a scegliere per noi stessi.
In tal senso, la signorina Lunatic pronuncia una delle frasi più potenti dell'opera"I social media sono una rete: ti catturano, ti intrappolano e non ti lasciano più andare". Con questa immagine, il personaggio sottolinea come certi spazi digitali, presentati come strumenti di espressione e libertà, possano trasformarsi in strutture che condizionano il comportamento e limitano il margine di manovra.
L'adattamento introduce anche riferimenti più espliciti al contesto politico e sociale degli Stati Uniti negli ultimi anni, come crociata anti-immigrazione legata all'era Trump e il clima di polarizzazione. García Llovet utilizza la figura del migra come il nuovo “lupo” della storiaUn agente in agguato per perseguitare chiunque parli spagnolo o sia clandestino, il che amplia la riflessione sulla perdita di libertà in un Paese che storicamente si è presentato come simbolo di opportunità.
Miss Lunatic, paura ed educazione all'ascolto
Il cuore emotivo della storia risiede Signorina Lunaticauna donna misteriosa che, nel romanzo, vive nascosta nel Statua della Libertà di giorno e vaga per la città di notte. Nella serie SER, questo personaggio mantiene la sua aura enigmatica, ma acquista importanza come voce che ci invita a mettere in discussione la paura e ad aprire gli occhi sul mondo.
Blanca Portillo, che interpreta il ruolo in questa versione, ha commentato che anche lei ha avuto le sue figure di "Miss Lunatic" nella vita reale: alcuni insegnanti e, soprattutto, sua madre, che le hanno mostrato che ci sono molteplici percorsi possibili e che ogni persona deve imparare a scegliere il proprio. Questo modello educativo, basato su osservare, decidere e accettare le conseguenze, è proiettato nel rapporto che Miss Lunatic instaura con Sara.
Portillo riflette anche sul ruolo di paura nel racconto. Secondo lui, non si tratta di reprimerla, perché "chi non ha paura è pazzo", ma di accettarla e affrontarla. Il racconto propone che Il vero apprendimento consiste nel superare questa paura.senza lasciarsi paralizzare e scoprendo che la curiosità e l'apertura possono essere più forti dell'insicurezza.
Un altro punto chiave che l'attrice sottolinea è l'importanza dell' ascoltare e prestare attenzione all'ambienteMiss Lunatic incoraggia la protagonista – e, per estensione, gli ascoltatori – a guardarsi intorno, a non scartare a priori ciò che è diverso e a mantenere la disponibilità a lasciarsi sorprendere. Questo invito ad "aprire il cuore" si collega all'idea che, anche in una città frenetica come Manhattan, sia ancora possibile trovare piccoli spazi di gioia e connessione.
In questo senso, il dramma radiofonico recupera il tono del romanzo di formazione, ma lo colloca molto chiaramente in dibattiti attuali su come educhiamo ragazzi e ragazze in un contesto saturo di informazioni e segnato dal peso degli schermi, delle reti e delle narrazioni del successo immediato.
Un cast di voci riconoscibili e un paesaggio sonoro immersivo
Per lanciare questo progetto, Cadena SER ha riunito un cast di artisti molto noti al pubblico spagnoloLa giovane attrice Nicole Béjar Interpreta il ruolo di Sara, una protagonista che richiede una combinazione di ingenuità, audacia e decisione, mentre Blanca Portillo Incarna la carismatica Miss Lunatic, apportando sfumature di tenerezza, ironia e lucidità.
Il cast si completa con Luis Callejo nel ruolo del signor Lupoun lupo molto diverso dal classico cattivo: Non è un orco temibile, ma un affascinante furfante.È capace di ballare, sedurre e risvegliare la nonna dalla sua immobilità davanti alla televisione. Il personaggio è più vicino al "buon piccolo lupo" che alla figura minacciosa di altre fiabe, aggiungendo un tocco di umorismo e complicità alla storia.
Con loro, Juan Vinuesa interpreta Pedro, mentre Pilar Bergés Dà vita a una cameriera dalla forte personalità. Il cast si amplia con Pietro Casablan come il signor Allen, Ana Torrente nel ruolo della signora Allen e Anne Wagener come la nonna di Sara, completando così una lista di voci molto presenti nel cinema, nel teatro e nella televisione in Spagna.
Il design della finzione è presentato come un “universo sonoro” in cui l’ascoltatore è immerso a capofittoLa stessa García Llovet ha sottolineato che, nonostante immagini le scene senza un suono definito, l'intenzione del team SER è che l'audio costruisca una città riconoscibile: traffico, conversazioni incrociate, echi della metropolitana, rumori lontani di lavori in corso o musica che fuoriesce da un luogo.
Tutto questo ambiente acustico, unito alle performance, mira a Il pubblico non solo ascolta la storia, ma la vive.La raccomandazione di fruizione — cuffie, volume medio-alto, distrazioni minime — risponde proprio all'obiettivo di trasformare la storia di Natale in un'esperienza immersiva, più vicina a un film senza immagini che a una lettura drammatizzata convenzionale.
Un viaggio di libertà, gioia e commento sociale
Sebbene la storia tratti argomenti scomodi come perdita di libertà, precarietà o razzismoL'adattamento mantiene un tono luminoso e consente un impegno verso un lieto fineFedele allo spirito natalizio del progetto, García Llovet sottolinea che, in questa versione, "il lupo nella nostra Cappuccetto Rosso è un lupo buono che ci offre un lieto fine", sebbene non manchi di ricordarci che i lupi di oggi – sotto forma di autorità per l'immigrazione, discorsi d'odio o dinamiche di controllo – possono "divorare tutti" se non vengono affrontati.
L'autore difende la La gioia come forza trainante di ogni viaggioCapisce che la storia di Sara non può iniziare dalla tristezza assoluta, ma da un'energia curiosa e giocosa che permette al personaggio di superare i dubbi, la solitudine o le difficoltà che a volte accompagnano la conquista della libertà personale.
Parallelamente, la finzione sottolinea che rompere il ritmo imposto e uscire dal sentiero segnato Implica l'assunzione di rischi. La libertà non viene presentata come uno stato ideale, confortevole e garantito, ma come un processo in cui bisogna commettere errori, correggerli e imparare. Questa sfumatura evita un messaggio eccessivamente sentimentale e si collega all'esperienza quotidiana di molti ascoltatori.
L'emittente insiste sul fatto che questo canto natalizio mira per confrontarsi direttamente con la realtà europea e spagnoladove sussistono tensioni anche riguardo all'immigrazione, all'ascesa di una retorica polarizzata e al dibattito sull'uso della tecnologia. Collocando Cappuccetto Rosso in una Manhattan che potrebbe riflettere qualsiasi grande metropoli occidentale, la storia funge da specchio delle preoccupazioni condivise su entrambe le sponde dell'Atlantico.
La combinazione di commento sociale, tenerezza e umorismoInsieme al ritmo quasi cinematografico della sequenza, cerca di far sì che l'ascoltatore si lasci trasportare dall'avventura, ma lasciandogli qualche domanda che risuona nella testa: cosa significa scegliere oggi, fin dove arriva la nostra autonomia e quale prezzo siamo disposti a pagare per sentirci veramente liberi.
Con questo nuovo adattamento di "Cappuccetto Rosso a Manhattan" come canto natalizio SER, il La radio pubblica spagnola rafforza il suo impegno nei confronti dell'audiodramma come spazio di sperimentazione e memoria letteraria, riportando al pubblico Carmen Martín Gaite e proponendo, da una Manhattan piena di luci e rumori, un dibattito attualissimo su libertà, paura, schermi e speranza che potrà essere ascoltato in Spagna e in tutta Europa attraverso piattaforme audio.