Fotografia: Jorge Parigi. Per gentile concessione di David Yagüe.
David Yague È di Madrid. Scrittore e giornalista, dopo sedici anni 20minutos, ora è presente la sezione Ultime notizie ABC. È un punto di riferimento per il romanzo storico e ha tenuto conferenze, conferenze e workshop su questo genere, oltre a servire come giuria per il premio Úbeda International Historical Novel Contest. È l'autore di Bravo Tango Seven y I ultimi giorni del celeste impero. Il suo nuovo romanzo è L'ultima regina goth e in questo intervista, per il quale lo ringrazio moltissimo, ci parla di lei e di altri argomenti.
David Yagüe – Intervista
- LETTERATURA ATTUALE: Il tuo nuovo romanzo si intitola L'ultima regina goth. Cosa ci racconti e da dove viene la tua ispirazione?
DAVID YAGÜE: È un romanzo storico che cerca di ricostruire gli anni capitali di un personaggio tanto importante quanto dimenticato da un momento fondamentale della nostra storia come quello Conquista islamica della penisola iberica: la regina Egilus, vedova del re Rodrigo. La sua vita è un mistero, ma sappiamo che è stata importante perché è passata alle cronache dell'epoca e, per di più, con una visione molto negativa. Era davvero così che la descrivevano le cronache? Oppure era il capro espiatorio di un complotto politico? È così che ho costruito un romanzo che ha emozione, intrigo, epicità e, soprattutto, personaggi con colpi di scena. Un romanzo storico che penso possa piacere a tutti, perché non credo a quelle finzioni sulla storia che sembrano possano essere apprezzate solo da studiosi o storici.
Ho scoperto questa grande regina mentre preparava un altro manoscritto che non ha funzionato, dove lei era un piccolo cameo. Ma da quando ho iniziato a fare ricerche su di lei, non ho avuto dubbi che meritasse di recitare nel suo romanzo, così come è stato.
- AL: Ricordi qualcuna delle tue prime letture? E la prima cosa che hai scritto?
DY: Sì, ricordo di aver letto molti fumetti e quei libri di Barco de Vapor, Fra Perico e il suo asino e simili. Ma il primo libro che mi ha fatto entrare a pieno titolo nel mondo della lettura è stato Lo Hobbit, di Tolkien, che ho preso da mia sorella maggiore. Con quel libro tutto cambiò.
Da bambino disegnavo fumetti e storie molto semplici. Con 13 anni Più o meno ne ho scritto uno piccolo romanzo in un quaderno a fogli quadrati formato folio. Era un romanzo storico ambientato nel Camino di Santiago medievale.
- AL: Un autore di primo piano? Puoi sceglierne più di uno e tra tutti i periodi.
DY: Molti. Tolkien, senza dubbio. E più che autori, opere sulle quali ritorno di tanto in tanto (Il Signore degli Anelli, L'Iliade). Robert Graves e Dennis Lehane sono due autori che da anni mi affascinano per motivi diversi. E se parliamo del romanzo storico Rosemary Sutcliff, Patrick O'Brian e Lindsey Davis sono la mia santa trinità.
- AL: Quale personaggio ti sarebbe piaciuto incontrare e creare?
DY: Il Claudio di Robert Graves (Io, Claudio). È un genio come creazione letteraria. Raramente sono riuscito a entrare così in empatia con un personaggio storico reale.
- AL: Qualche abitudine o abitudine speciale quando si tratta di scrivere o leggere?
DY: No, perché cerco ogni momento per fare l'una o l'altra cosa e realizzarla, meno manie, meglio è. Approfitto di ogni momento per concentrarmi su queste cose. Sono la mia passione e la mia vita.
- AL: E il tuo luogo e momento preferito per farlo?
DY: Di notti, Nel letto o sul divano di casa, quando la mia casa è insolitamente silenziosa. Non mi piace affatto leggere sulla spiaggia.
- AL: Quali altri generi ti piacciono?
DY: Provo a leggere tutto, narrativa, saggistica e anche, anche se lo faccio molto meno, poesia e teatro. Per quanto riguarda i generi romanzi, devo dire che mi entusiasmano anche i gialli, anche se, come vi dico, cerco di leggere di tutto.
Outlook attuale
- AL: Cosa stai leggendo adesso? E la scrittura?
DY: Ho letto parecchie cose contemporaneamente: in questo momento, l'ultimo romanzo del grande Mario Escobar, maestro e amico, La libreria di Madrid; uno vecchio di Lorenzo Silva, Il nostro nome; Il lavoro precedente di Don Winslow, Città dei sognie un piccolo libro di filosofia. Inoltre sto rileggendo, a fumetti, l'intero Giovinezza di Blueberry.
- AL: Come pensi che sia la scena editoriale?
DY: Che lavori nel settore come giornalista, o come autore, sono legato a questo mondo dal 2004 e ti assicuro che non è mai stato calmo o bene. È un mondo complesso e difficile, sostenuto dall’amore, dalla creatività e dalla vocazione. È uno scenario complicato, ma non direi che sia più o meno di prima. Prima era la crisi economica, il libro elettronico e l’audiolibro o il fatto che ora si legge molto meno e oggi e domani sarà l’Intelligenza Artificiale. È un settore sempre ferito, sempre circondato, ma che sempre sopravvive. E così deve continuare.
- AL: Come stai gestendo il momento attuale in cui viviamo?
DY: Lavoro nella sezione delle ultime notizie di un quotidiano nazionale! Viviamo in uno sequestro continuo, ma ciò significa anche che questi sono tempi interessanti. Anche per uno scrittore e giornalista non è una brutta notizia, anche se vi dico che ogni tanto rovinerebbe una settimana tranquilla.